tenterò di risponderti punto per punto alle tue osservazioni che apprezzo ma non condivido. Sorvolerò sull'offesa dell'ultimo commento, dato che conoscevi Manuela e immagino che tu possa sentirti (giustamente) estremamente toccata dall'argomento.
Tu scrivi:"Il tuo pezzo inizia: "Manuela era una prostituta"! Già in queste quattro parole ci infili lo stigma e contamini la dignità di Manuela, attirando l'attenzione su cosa facesse per sopravvivere e non su chi fosse. Eccita chi legge lo sappiamo!". Per quanto mi riguarda il fatto stesso che io lo sottolinei vuol dire che non lo dia per scontato, in qualsiasi caso non trovo la prostituzione una cosa poco dignitosa credo che invece debba essere regolamentata e legalizzata, non vedo quale differenza ci sia tra un muratore che vende le sue braccia e un uomo o una donna che vendono il loro corpo in altro modo.
Tu scrivi:"Manuela era una persona, (per te era "gente") come scrivi nell'articolo. Invece di una donna (transessuale), riconosciuta tale da due sentenze civili del tribunale dell'Aquila. Quindi dallo Stato italiano. Manuela era fuggita dall'Aquila, dopo anni di lotte, per la negata possibilità di accesso al lavoro, intendo un lavoro dignitoso - anche la prostituzione lo è se libera e consapevole - e questo in mancanza di una rete di sostegno sia familiare sia delle istituzioni. " Ho scritto Trans solo in quanto l'articolo, essendo estremamente provocatorio, necessitava di un termine forte. Per quanto mi riguarda se un uomo diventa donna, io la chiamo donna, a prescindere che ci sia o meno scritto sulla sua carta d'identità. Il termine gente per quanto mi riguarda non è un peggiorativo, in qualsiasi caso mi segnali questo ma ti scordi quando parlo di "umanità bistrattata". Per quanto riguarda il termine soggetti non so a cosa ti riferisci ma io quando parlo di un soggetto ne parlo perchè voglio distinguerlo da un oggetto in quanto pensa, agisce e sente.
Tu scrivi: " Cambiare registro" è un intercalare che sento spesso nei bar dello sport, che sta ad indicare, in questo contesto, la convinzione di una certa sottocultura e disinformazione, che transessuali si possa essere o non essere a proprio piacimento, semmai anche con la speranza di una guarigione miracolosa!" Questa considerazione non ha nè capo nè coda e non comprendo da dove tu l'abbia tirata fuori. Nell'articolo io affermo:"Colpa di una società, pronta sempre ad emarginare e a spingere i soggetti 'diversi' al lato, pronta sempre ad accantonarli da una parte, aspettando invano che cambino registro per adeguarsi a quella che i più considerano normalità" pertanto critico apertamente l'atteggiamento che tu mi imputi!
Tu scrivi: "Insomma Roberto, l'unica cosa a cui do credito del tuo articolo, è il fatto che a Manuela è stata negata anche una vera inchiesta, oltre tutto il resto. Parli anche di una "cercata normalità"! A quale stato di normalità ti riferisci e chi ti ha detto che le persone transessuali ambiscano a questa normalità come omologazione sociale e culturale. " Io nell'articolo scrivo:"L'omicida ha sacrificato Manuela nel nome di una "normalità" ricercata, dopo aver forse consumato un rapporto sessuale con lei." Parlo dell'omicida non di lei, la "normalita" (che sottolineo è sempre tra virgolette) è ricercata dall'assassino che probabilmente non tollerava il fatto di aver infranto qualche SUO tabù personale e ha trovato la sua vittima sacrificale per pulirsi dai suoi "peccati".
Io ho solo cercato di analizzare i fatti e di proporre una riflessione all'attenzione del persone che leggono sohanews, non era mia intenzione infagare la memoria di nessuno. Se è emerso altro dal mio articolo me ne scuso.
A presto.
Nessun commento:
Posta un commento